Covid-19 : Ritratto del Nemico

Le frecce rosse indicano la presenza del coronavirus nelle nostre cellule così come isolato nel laboratorio dell'Ospedale Sacco di Milano dal pool di ricercatrici a cui va tutta la nostra riconoscenza. Ormai tutti sappiamo tutto di questo public enemy nr. 1, ad eccezione di quanto continuerà ad infestarci.


Indubbio è che questo microscopico essere dotato di carta di identità ha sconvolto le nostre abitudini personali e sociali tanto da farci stare non solo male rinunciando alla salute fino all'exitus per i più sfortunati, ma anche ai nostri gesti quotidiani, al lavoro fino alle carezze ai nostri figli quando torniamo dall'ospedale per cui prestiamo servizio. In una parola: RINUNCIA.


Oggi vorrei parlarvi di questo volto-aspetto in ombra, che contempera il ritratto del public enemy: la rinuncia.

Parola esecrabile ai tempi della tecnica, perché? Perché senza accorgercene la tecnica e la tecnologia - figlie di Prometeo s-catenato, siamo scivolati nella onnipotenza totale e globale, ovvero nell'opposto della rinuncia, cioè nel mondo senza limiti.

Se è vero che con Cristoforo Colombo l'Uomo conosce il potere dell'espansione dei propri limiti - così ci insegna la storia - è altrettanto vero che con l'avvento della tecnica (=tekné = saper fare o know how) abbiamo sconfitto i limiti e possiamo fare cose prima inimmaginabili: viaggiare nello spazio, fare foto al microscopio dei virus, infilare una sonda nelle vene e sturarle, vederci attraverso un video a distanza di migliaia di chilometri, volare da un capo all'altro del mondo in 24 ore e trapiantare organi coltivati in laboratorio, etc... Attenzione però perché se è vero che la tecnica cura e migliora la vita ciò non deve oltrepassare un certo limite altrimenti si inverte la rotta e ci fa ammalare....come? perché?


In verità è la nostra presunzione che ci fa ammalare, ovvero quella per la quale pensiamo di essere così padroni del mondo, delle nostre conoscenze e relativi strumenti da sopravvalutare il nostro potere, esattamente come fece Prometeo, ce lo ricordiamo?

Prometheus - Louvre- Paris


Prometeo simboleggia la lotta per la libertà, è un anti-patriarcale, è colui "che pensa prima" (dal greco pro-meteo), colui il quale viene incatenato da Zeus che punisce la sua hybris o protervia per averlo sfidato. La sua azione, posta ai primordi dell'umanità, si esplicava appunto in antitesi a Zeus, dando origine alla condizione esistenziale umana. "Prometeo è un titano amico dell'umanità e del progresso: ruba il fuoco agli dei per darlo agli uomini e per questo subisce la punizione di Zeus. Ha spesso simboleggiato la lotta del progresso e della libertà contro il potere.

Nella storia della cultura occidentale, Prometeo è rimasto simbolo di ribellione e di sfida alle autorità e alle imposizioni, e così anche come metafora del pensiero, archetipo di un sapere sciolto dai vincoli del mito, della falsificazione e dell'ideologia." (Wikipedia)


Ecco io credo che noi tutti oggi pensiamo e agiamo come Prometeo senza però accorgerci che è finito il tempo delle rivolte contro il Patriarca-Zeus e che il senso di questa smisurata libertà ci si sta ritorcendo contro, attraverso un movimento di auto-avviluppamento solipsistico. In altre parole, narcisistico maligno.


Quale falsificazione o ideologia resta ancora da smascherare? Nessuna, ahimè. Ed il risultato è sotto gli occhi di tutti noi: abbiamo così tanto giocato a sfidare i virus che ora che uno di essi sta 'solo' facendo il suo compito biologico stiamo letteralmente impazzendo oltre che appunto morendo.

Cosa pensare, ad esempio, del fatto che l'individualismo più estremo finisce per collassare nell'anonimato più totale delle fosse comuni di New York? Dove va finire li in quel momento tutta la cura per i diritti del singolo individuo?

Che da Prometeo in un attimo siamo tutti degli sprovveduti Icaro che non calcoliamo più bene le conseguenze delle nostre azioni obnubilati, ubriachi dall'ebrezza della onnipotenza del limitless...

Se Freud oggi fosse ancora fra noi direbbe: "Oltre all'Io che non è padrone in casa sua, anche l'uomo".


Rimedi?

1. Fare amicizia con il potere della rinuncia: tornare ad abbracciare il Principio di Realtà e non solo quello del Piacere, perché l'equazione è sempre quella: più principio di piacere e meno principio di realtà = principio di morte. Cioè ci votiamo da soli all'auto-distruzione, tipica degli eccessi.



2. Modus in rebus : giù la maschera e su gli occhiali per far tornare l'equazione; più silenzio, che finalmente è ritornato nelle strade. Un passo indietro anziché in avanti, un po' meno io ed un po' più di noi, meno caos e convulsione più pace nelle nostre intenzioni, meno paura della mancanza ma anzi più disponibilità ad essere imperfetti e perché no imparare a saper fare vanto della differenza anziché omologarci tutti come pecore pur di sembrare invincibili.


«Il tuo delitto divino fu l'essere gentile, / di rendere con i tuoi precetti la somma / dell'umana infelicità minore» George Byron a proposito di Prometeo.


Vi lascio con una speranza: quella di aver fatto breccia nei vostri cuori e aver instillato almeno il dubbio sul senso di continuare ad essere ciò che non siamo. A cosa serve la psicoanalisi, tanto bistrattata e vituperata? A compiere un magnifico viaggio attraverso di noi per conoscerci e abbracciare le nostre imperfezioni, riderci e renderle dei veri punti di forza. Capendo che la risposta sta sempre dentro di noi e parte dalla rinuncia alle cose impossibili. E non occorre aspettare qualcuno che ci spieghi la vita o cosa fare. Fare silenzio significa anche trovare la risposta dentro di noi e chiederci a cosa diavolo ci serve l'impossibile.

Siamo tutti collegati (oltre che mal-connessi), perché la Natura, il mondo ha una sua anima! Ma ce ne accorgiamo? Grazie zia Dona per avercelo ricordato!


Possiate trascorre una buona Pasqua all'insegna di un sorriso ritrovato e soprattutto della gioia per una ritrovata consapevolezza !




E sulle note del Gran Vals di Francisco Tàrrega vi giro un indovinello: sapete riconoscere l'accordo da cui una nota marca di cellulari prese a prestito la suoneria?


A martedì da Cassandra e il suo balcone!

Grazie e davvero buona Pasqua dal cuore <3


79 visualizzazioni

© 2020 by Jin's Production

Telefono:  335-7903610

Via Melzi d'Eril , 26 - c/o Centro Medico Sempione

Via Goffredo Mameli, 20 - Milano

Strada Malaspina, 2 - Segrate

P.I 10312130965- C.F. MRNGSC72R68F205U

  • White Facebook Icon
  • LinkedIn
  • Instagram
  • YouTube
  • White Twitter Icon
  • Vimeo
  • Pinterest
  • TikTok
  • Blogger
  • Trip Advisor